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Archivio mensile:gennaio 2016

[Libri] I Riti del Solstizio

Quando ho cominciato a leggere questo libro, ho subito cominciato a pensare a tutti quei “pagani praticanti”, là fuori, che si ostinano a non volersi prendere la briga di controllare quando cadono esattamente i Solstizi e gli Equinozi. Cosa state praticando, figlioli? Il culto del 21? La tradizione dei numeri?

Una volta – che, tanto per cambiare, si stava facendo polemica su Facebook – una volpe di turno ha insinuato che “la gente una volta non aveva i calendari per controllare il giorno preciso”. Ah no, chiaro, Newgrange si è orientata da sola, tanto per dire.

Il nostro stesso organismo è governato da decine di questi cicli. La nostra temperatura corporea e quella epidermica aumentano e diminuiscono di uno o due gradi secondo un ciclo circadiano. il momento preferito della giornata, per la maggior parte della gente, coincide con le ore di massimo calore corporeo – di solito il pomeriggio o la prima serata.

Svelato il mistero dietro la gioia dell’Ora del Tè?

Ad ogni modo, è un libriccino molto “all’acqua di rose”, in un certo senso. Un senso che probabilmente capisco solo io. Non è affatto impegnativo, sono circa 160 pagine con illustrazioni sparse; è suddiviso in 3 parti, le prime due personalmente le ho trovate più interessanti perché si tratta di cenni storici e antropologici sui luoghi e le attività legate ai Solstizi (e, occasionalmente, agli Equinozi) nei vari angoli del globo. Sono sempre cose che vale la pena di sapere – SOPRATTUTTO se vi ostinate a festeggiare indefessamente il 21 del mese anche quando non è la data giusta mannaggiavvoi. In particolare ho gradito una breve dissertazione sul fatto che dovremmo rivalutare il Solstizio d’Estate all’interno della nostra cultura, perché legato all’energia femminile – in contrapposizione alle energie maschili portate dal Solstizio d’Inverno e dai suoi collegamenti con le varie figure del Re Sacrificato ecc. ecc. (vedi Il Ramo d’Oro di Frazer, ampiamente citato).
La terza parte invece… meh. Forse sono io che storco il naso quando viene trattato l’argomento “feste/rituali collettivi” con troppa faciloneria, come se fosse effettivamente tanto semplice riunire 15-20 persone piene di entusiasmo e spirito collaborativo per organizzare serate di contemplazione, dialogo costruttivo, danze a spirale e altre pratiche evocative per il risveglio delle consapevolezze. Per carità, si può e si dovrebbe, è MOLTO bello… dico solo che non è così facile come vogliono fartelo credere.

 
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Pubblicato da su gennaio 20, 2016 in Libri, Recensioni, Saggistica

 

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[Libri] The Grimoire of the Thorn-Blooded Witch

Anno nuovo, nuovi buoni propositi, devo sforzarmi di stare un pochino più appresso a questo blog.
Cominciamo con la prima witchylettura del 2016, The Grimoire of the Thorn Blooded-Witch di Raven Grimassi. L’ho voluto quando l’ho visto nei feed di Marie/.the.wildrose.witch. di Instagram… probabilmente l’ho già scritto in TitS (…rido ogni volta…), ad ogni modo Grimassi non mi aveva mai stuzzicato più di tanto, me l’hanno messo in antipatia tonnellate di pressoché assolutamente VANE discussioni sui forum quando ero giovane e piena di buontempo. Però Marie mi piace, e non c’è nessuna pretesa di Vecchia Religione o tradizioni tramandate di generazione in generazione dall’Italia agreste ed incontaminata, quindi l’ho comprato. Ero ansiosa di cominciarlo, ma ho finito con il metterci praticamente una vita per finire di leggerlo. Complice, a dire il vero, anche il fatto che ho attraversato una fase di BoS-demotivazione (questo sì l’ho scritto su TitS) e quindi, in attesa di decidere se valesse la pena trascrivere le cose interessanti oppure cercare nuove soluzioni più pratiche e “moderne”, ho tergiversato, ho accantonato le witchyletture e ho divorato la saga di Geralt di Rivia. Vabbe’.

Non compratelo se non avete feeling con le piante e non avete intenzione di costruirvelo in qualche modo, perché qui si porta la Stregoneria Verde ad un livello che va più in là delle piantine da davanzale. Tendenzialmente, direi che potete risparmiarvi l’acquisto anche se siete quel genere di Strega urbana che non ha un minimo accesso ad un giardino/orticello privato da potersi coltivare o almeno ad un angolo appartato di parco da poter visitare all’occorrenza. Sempre che, naturalmente, qualcuno non voglia prenderselo tanto per curiosità, per riadattare i riti alla bell’e meglio o da tenere in libreria come sprone per fuggire dagli incubi di cemento.
È molto particolare come tradizione, è interessante. Credo proprio che se avessi la possibilità di poter sperimentare in santa pace, mi piacerebbe molto provarci.
Ah, NON è materiale per neofiti. Non va bene come “primo libro”, non va bene se uno non ha un minimo di esperienza con le percezioni più sottili, con le energie, non sa meditare o cose simili. Non compratelo se siete quel tipo di persona che “o le fonti, o niente” perché Grimassi lo dice chiaro e tondo che tutto quello che ha scritto è frutto del suo lavoro spirituale con un’entità legata alle rose, che lui chiama She of the Thorn-Blooded Rose.
Io ho amato molto tutto il simbolismo. Ci ho ritrovato una forte eco degli insegnamenti che anch’io avevo cominciato a trascrivere quando avevo tanto tempo (e tanta testa) da dedicare agli spiriti e ad entità di questo tipo. Chiamiamoli Fae. Se amate il genere, è un libro da non perdere.

 
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Pubblicato da su gennaio 19, 2016 in Green Witchcraft, Libri, Recensioni

 

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