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[Libri] I Riti del Solstizio

20 Gen

Quando ho cominciato a leggere questo libro, ho subito cominciato a pensare a tutti quei “pagani praticanti”, là fuori, che si ostinano a non volersi prendere la briga di controllare quando cadono esattamente i Solstizi e gli Equinozi. Cosa state praticando, figlioli? Il culto del 21? La tradizione dei numeri?

Una volta – che, tanto per cambiare, si stava facendo polemica su Facebook – una volpe di turno ha insinuato che “la gente una volta non aveva i calendari per controllare il giorno preciso”. Ah no, chiaro, Newgrange si è orientata da sola, tanto per dire.

Il nostro stesso organismo è governato da decine di questi cicli. La nostra temperatura corporea e quella epidermica aumentano e diminuiscono di uno o due gradi secondo un ciclo circadiano. il momento preferito della giornata, per la maggior parte della gente, coincide con le ore di massimo calore corporeo – di solito il pomeriggio o la prima serata.

Svelato il mistero dietro la gioia dell’Ora del Tè?

Ad ogni modo, è un libriccino molto “all’acqua di rose”, in un certo senso. Un senso che probabilmente capisco solo io. Non è affatto impegnativo, sono circa 160 pagine con illustrazioni sparse; è suddiviso in 3 parti, le prime due personalmente le ho trovate più interessanti perché si tratta di cenni storici e antropologici sui luoghi e le attività legate ai Solstizi (e, occasionalmente, agli Equinozi) nei vari angoli del globo. Sono sempre cose che vale la pena di sapere – SOPRATTUTTO se vi ostinate a festeggiare indefessamente il 21 del mese anche quando non è la data giusta mannaggiavvoi. In particolare ho gradito una breve dissertazione sul fatto che dovremmo rivalutare il Solstizio d’Estate all’interno della nostra cultura, perché legato all’energia femminile – in contrapposizione alle energie maschili portate dal Solstizio d’Inverno e dai suoi collegamenti con le varie figure del Re Sacrificato ecc. ecc. (vedi Il Ramo d’Oro di Frazer, ampiamente citato).
La terza parte invece… meh. Forse sono io che storco il naso quando viene trattato l’argomento “feste/rituali collettivi” con troppa faciloneria, come se fosse effettivamente tanto semplice riunire 15-20 persone piene di entusiasmo e spirito collaborativo per organizzare serate di contemplazione, dialogo costruttivo, danze a spirale e altre pratiche evocative per il risveglio delle consapevolezze. Per carità, si può e si dovrebbe, è MOLTO bello… dico solo che non è così facile come vogliono fartelo credere.

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Pubblicato da su gennaio 20, 2016 in Libri, Recensioni, Saggistica

 

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