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[Libri] Futhark, a Handbook of Rune Magic

Ho finito di leggere Futhark, A Handbook of Rune Magic di Edred Thorsson,  un libriccino di neanche 160 pagine, edito da Red Wheel/Weiser, per la modica cifra di 16 dollari e 95. Tra l’altro sono abbastanza sicura che, quand’è arrivato, la copertina fosse di colore arancione uniforme, non sfumava nel verde-caccola verso la costola, deve averci battuto sopra il sole mentre prendeva polvere sulla libreria.

Ho fatto fatica a leggere questo libro e ci ho impiegato una quantità vergognosa di tempo, in buona parte anche perché, ogni volta che mi ci mettevo, puntualmente qualche cosa capitava che me lo faceva rimettere giù. E dire che ci sono stati giorni in cui me lo sono portata appresso come fosse un telefono cellulare.
Invece degli angoli pickati dai Polli, ci sono i segni dei denti del furetto… a lui è piaciuto un sacco. Ma anche a me, alla fine, ho solo fatto un pelo fatica a seguire il filo del discorso, in certi punti – ma probabilmente questo è da imputarsi ad episodi di veramente scarsa concentrazione da parte mia, e ad un lavoro di sintesi intensa da parte dell’autore.

Prendiamo ad esempio il capitolo 2: Lore of the Elder Futhark, la sezione che tutti i libri sulle rune hanno, quella con le 24 rune futhark (per l’appunto) spiegate una per una, con corrispondenze varie e eventuali. Gli specchietti sono MOLTO completi. Io non ho letto chissà quanti libri sulle rune – finora – ma questi sono compilati con tutte le nozioni del caso. Nomi e variazioni sui nomi, interpretazione esoterica del nome e interpretazione ideografica, galdr, stadha (illustrato e descritto), suggerimenti di lavoro. L’unica cosa è che ogni tanto, nel commentario, restavo perplessa mentre si passava da un’interpretazione all’altra. Apro su una runa a caso: ehwaz, cavallo. Anzi – dice Thorsson – DUE cavalli. Ehwaz rappresenta gli Dei gemelli, una costruzione che riflette la forma duale della sovranità nella cultura germnica in cui i due leader vengono rappresentati come due cavalli mitologici. Io, che sono ignorante e comunque curiosa, mi domando perché. Questa cosa non c’era scritta da nessun’altra parte, mettimi una nota allo studio o alla parte di poema epico da cui si dovrebbe evincere tutto ciò. Poi il discorso continua toccando altri esempi di dualità/polarità di due forze tese verso uno scopo comune, e finisce sull’ideale di unione (matrimonio) legale fra uomo e donna (argomento quantomai delicato di questi tempi, ma non è rilevante). Come ehwaz, in ogni caso, tante altre. In generale. È forse l’unica vera pecca che **io** abbia trovato in questo libro. La bibliografia c’è, e mi sembra di tutto rispetto, per cui non è che ti spinga a credere che siano voli pindarici tutti suoi… però sarei curiosa di avere dei commenti da parte di altre persone che l’abbiano letto partendo da una preparazione di base diversa – possibilmente migliore – dalla mia.

Il che mi fa pensare che probabilmente non consiglierei questo libro ad un neofita.

Comunque poi i capitoli 3 e 4 (Theory of Rune Magic e Rune Work) sono stati un buffet di bocconi gustosi, per quanto mi riguarda soprattutto la sezione sulla magia dei talismani, sul simbolismo numerologico e la (lo?) Stadhagaldr. Cose di cui sapevo poco o niente, e questo ci è piaciuto assai. Diciamo soldi ben spesi.

 
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Pubblicato da su giugno 2, 2015 in Libri, Recensioni, Tradizioni Norrene

 

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